— Salve — fa Neo al cinesino che gli apre. — Io sono... — Nooooo! — esclama l'altro, scandalizzato. — Prima dobbiamo picchiarci, poi mi dirai chi sei e che cazzo vuoi. Così è scritto sul contratto. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Crash! Risbang! Pugn! Sbudell! Ditonellocch! Il tutto commentato da una colonna sonora eseguita evidentemente da una band di bonghisti in pieno delirio etilico. — Ok — commenta il cinesino alla fine. — Il tuo kung-fu fa cagare, però gli effetti speciali sono gagliardi. Puoi passare. Lo conduce in un tipico parchetto newyorkese pieno di deiezioni canine e piccioni rincoglioniti. L'Oracolo, seduta su una panchina, ha l'aspetto di una portinaia del Prenestino. — Tu sei un software, vero? — esordisce Neo. — Conosci già la risposta a questa domanda — replica la donna. — E comunque, software o no, recito meglio di te. — Fai parte anche tu di Matrix? — Conosci già la risposta a questa domanda. — Perché mi hai fatto chiamare? — Conosci già la risposta a questa domanda. — Ma cos'è, il call center di Infostrada? — sbotta Neo, spazientito. — Vuoi dirmi qualcosa di utile, una buona volta? — L'Architetto di Matrix ti chiarirà tutto, Neo. Ma prima devi scoprire dov'è. E prima di questo devi trovare colui che ha la chiave per entrare. Ma prima di questo devi trovare colui che sa dov'è colui che ha la chiave. Chiaro, no? — Ho capito: sei un software scritto in Cobol. — Ora devo andare, Neo. Abbiamo parlato troppo: per compensare devi menare le mani almeno venti minuti. Difatti, come per magilla, all'improvviso appare l'agente Smith incazzato come un ornitorinco. E giù botte. Sbang! Sock! Stunf! Schiaffazz! Crash! Risbang! Pugn! Sbudell! Calcneicoglion!
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